Amanda Fretes e Dulce Añasco sono due chirurghe plastiche paraguaiane arrivate a Pisa per approfondire la propria formazione. Durante l’incontro di ottobre con il professor Luca Morelli, presidente della Fondazione Arpa, hanno raccontato l’esperienza in ospedale e il desiderio di riportare nel proprio Paese quanto appreso.

Nelle loro testimonianze, raccolte in occasione dell’incontro, c’è la gratitudine per l’accoglienza ricevuta e un obiettivo molto concreto: far sì che questo periodo di formazione possa essere utile anche ai pazienti che seguiranno al ritorno in Paraguay.
Amanda e Dulce raccontano la loro esperienza
Amanda Fretes, da poco specializzata in chirurgia plastica, parla del percorso dedicato alla ricostruzione mammaria. Ringrazia la Fondazione Arpa per l’opportunità e per averla accolta, con l’auspicio che altri professionisti possano vivere un’esperienza simile. Per lei, ciò che ha visto e imparato a Pisa è un punto di partenza da portare nel proprio lavoro.
Dulce Añasco, chirurga plastica di Asunción, racconta invece la formazione all’ospedale Santa Chiara, con il dottor Gianluca Gatti. Ricorda gli insegnamenti ricevuti e il confronto con i professionisti che l’hanno accompagnata. Guarda già al rientro: mettere in pratica quanto appreso e continuare a crescere nella propria professione.


Le video testimonianze
Amanda e Dulce raccontano in prima persona la loro esperienza a Pisa. Le interviste, raccolte durante la stessa giornata, sono disponibili con sottotitoli in italiano.
Competenze da riportare in Paraguay
Il percorso di Amanda e Dulce si inserisce nell’impegno della Fondazione Arpa per la formazione e la cooperazione umanitaria. Favorire la presenza a Pisa di medici provenienti da altri Paesi significa offrire tempo per osservare, approfondire tecniche e confrontarsi con colleghi che lavorano in contesti diversi.
Il valore di questa esperienza continua dopo il soggiorno: nelle competenze che ciascun medico porta con sé, nel dialogo con le équipe del proprio Paese e nell’attenzione ai bisogni dei pazienti. È questa prospettiva che emerge dalle parole delle due dottoresse e che dà senso al sostegno alla loro formazione.

Scopri il progetto di formazione e cooperazione umanitaria e le storie dei medici che hanno partecipato ai percorsi sostenuti dalla Fondazione.
Fotografie: Rudy Pessina.